Tutta la Destra che non voglio

In questi periodi ho più volte rilevato il cerchiobottismo della sinistra nelle sue forme corporative e assemblearistiche(ma che paroloni!!!), oggi però ho avuto l’occasione di riprendere l’aspetto che NON mi piace della destra italiana. Una destra che mi tiene distante e che mi costringe a fare il terzo incomodo in un paese schizzato.

L’occasione mi sorge chiacchierando con un titolare di azienda, a cui sto facendo un corso. “Sarebbe più giusto se al crescere di un’impresa questa, intesa come società, pagasse MENO tasse anziché di più, così da promuovere il suo creare lavoro“, gli ho detto.

Lui, che non sa come prendermi(in Italia devi sapere che maglia indossi anche se parli di politica economica, a questa regola noto non sfuggono nemmeno alcuni dei più colti miei contatti e amici), ha sgranato gli occhi.

Gli avevo fatto un assist fantastico.

“Proprio così! Ho piacere che te ne sia accorto!(me ne sarei accorto oggi, per lui) Così avviene anche negli Stati Uniti, più cresci e meno paghi…ti sembra possibile che io debba pagare più tasse perché ho una seconda casa?”, Prosegue “dovrei pagare di meno dato che do da lavorare ad aziende e operai!”

Ed ecco il tranello, nascosto nel pagliaio del denaro che si ottiene con il lavoro senza la dovuta formazione…formazione che deriva dallo SFIDARSI ogni giorno più che dallo studiare in se.

Io intendevo una società, un’impresa, non mi riferivo alla persona fisica. Se una società crea utili crea ricchezza, e questa ricchezza sarebbe bene fosse investita al meglio nei fattori produttivi che meglio la generano.

Quello che va all’imprenditore è ricchezza personale che si accumula dal lavoro. Viene tassata il giusto e sono d’accordo quando si sostiene che è sbagliato punire il ricco perché si fa la casa al mare. Ma costruirsi la casa al mare non crea valore aggiunto per una comunità di lavoratori, crea valore aggiunto per chi se la può permettere, grazie alle sue fatiche. Come tale va tassata, ad un’aliquota bassa ma costante, per poter far fronte ai costi che la comunità ha nel garantire che ognuno dei suoi componenti possa migliorare il suo livello di vita. Quindi una piccola patrimoniale, teoricamente, è giusta. Non quella nascosta e infingarda che c’è in Italia, intendiamoci. Una piccola aliquota sui patrimoni, siano essi finanziari o immobiliari,  ha senso: perché lo Stato con quel due per mille paga la Polizia, i costi della Giustizia, il controllo del territorio, i servizi. La ricchezza privata non dovrebbe essere tassata tanto di più al suo crescere, perché un ricco non va punito perché ricco, ma va incentivato a investire e avere fiducia negli altri. Quindi tale ricchezza non deve nemmeno essere incentivata, se ne deve incentivare in reinvestimento, e per farlo creare le condizioni perché possa creare ulteriore ricchezza di varia natura(anche sociale,basta che al ricco convenga anche in via privata)

Fatte queste disquisizioni teoriche, ammetto che potevo essere molto più sintetico.

Il profitto dal capitale investito va protetto da tassazioni idiote, e se ne deve incentivare il reinvestimento.

Va limitata la rendita.

Quanto rende un capitale senza che questo assuma il rischio di impresa, sia impiegato per creare lavoro, favorisca l’innovazione tecnologica o sociale. Affitti di case vecchie e mai ristrutturate, guadagni da licenza di attività in se fritte e non qualificate.

Vaglielo a spiegare, a una detra che non sa nemmeno, credo, cosa voglia dire impresa.

 

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