Il Natale che non Vale

Si dice che a Natale siamo tutti più buoni. Nel 2014 a Natale siamo tutti più cotti…

Con un Premier che spara panzane su fb dicendo che ha ridotto di 18 md di euro le tasse, un’economia ormai ferma in stato di coma, imprese in fuga, una guerra economica in atto che nei libri di storia verrà ribattezzata Terza Guerra Mondiale e la povertà che in Italia è evitata solo da chi può approfittare della patrimonializzazione, possiamo definire questi Tempi, Tempi Bui davvero…

Ma andiamo con ordine. Cina e Russia si allineano su un’alleanza economico politica piuttosto pericolosa per ciò che può restare di un pensiero liberale di Stato e Cittadino. L’Occidente è in decadenza ma si tratta di capire come cadere e che segno lasciare sul terreno. Nei fatti la “Guerra fredda” avviata sull’Ucraina serve agli USA per stringere i tempi…e credo che se alla Casa Bianca non sono proprio degli idioti(cosa che non mi sento di escludere, dato le gesta eroiche che si sono succedute in modo continuamente stupido in Medio Oriente), i tempi si stringono su UE e Sud america, anche se in modo decisamente diverso.

Da un lato, la cacciata dell’agente NSA da Berlino è il segnale dei Tedeschi-il popolo più importante e politicamente più autonomo dell’area- di voler mantenere almeno i propri interessi economici in maniera autonoma, ma d’altra parte vuol dire anche-dato l’allineamento “pensato” dei tedeschi sulla linea anglo americana contro la Russia- che un’Unione Doganale si ha da fare. Francia permettendo o meno.

Che Hollande si fermi a Mosca per stringere la mano a Putin interessa solo ai Francesi, i quali sono fortemente tentati di premiare il FN della Le Pen in modo ancora maggiore, magari assegnandole la Presidenza-allora sì che sarebbero dolori per l’Europa, vien da pensare…

Con una BCE che in pancia ha 5 volte il valore del PIL tedesco in DERIVATI (e la loro emissione è americana), titoli di stato americani comprati a valanga dalla UE dopo che la Cina sta cambiando strategie e un Draghi abbozza un QE osteggiato dai paesi nordici e non pienamente applicato, l’euro si deprezza sul dollaro attestandosi a 1,21….

Certo la predominante scuola post keynesiana di proto economisti italiana può anche indugiare sul “fallimento delle politiche economiche europee degli ultimi anni”, ma la verità è che l’economia segue gli interessi politici della Borghesia di un paese che si muove nella Globalizzazione…e dato che la UE non è né un paese né tanto meno una vera e propria Unione coordinata di paesi, i tedeschi si sono tenuti le chiappe strette e la mano sul portafogli una volta che hanno capito che tutti volevano fare i loro interessi- come avevano in realtà loro, anche se in modo più lungimirante rispetto agli altri(riforma Hartz a prendere da esempio).

Quindi in Europa il punto è: mentre Grecia e Spagna si sono fatti un Bagno di Sangue… e con l’Italia in Coma farmaceutico, come teniamo la baracca in piedi davanti allo Tsunami finanziario che continua a imperversare sulle nostre teste???

La risposta è stata, fortissimamente, USA…e ci può stare.

Il problema è che anche gli USA non sono più quelli di una volta, perché a fronte di un’Unione doganale che si affrettano a proporre non hanno intenzione di sganciare grana questo giro.

Non lasciatevi incantare dal +5% del 3Q 2014. E’ drogato…consumi privati e di energia, al netto dei contributi sull’Obama Care che sono stati conteggiati solo ora, non sono cresciuti. Gli USA vanno decisamente meglio di noi ma da qui a dire che vanno bene passa molta acqua sui ponti. Il loro tasso di inoccupazione è ai massimi, il dollaro è ancora sotto una politica monetaria espansiva…e non possono più contare su un creditore di ultima istanza che inanella tassi di crescita PIL a doppia cifra, cosa questa che lascia una prospettiva ampia su come trattare il debito da rimborsare.

Va poi detto che i Repubblicani hanno adesso la maggioranza in entrambe le camere, e per Obama si profila un biennio finale col coltello in bocca, su spesa pubblica e politica estera.

E il primo scoglio è Cuba.

L’apertura degli ultimi giorni con Raul Castro è una mossa che sembra più interessante in chiave brasiliana, dato che un paese come il Brasile allenta la sua distanza politico diplomatica con gli USA. Se i democrats tireranno fuori dalla naftalina i Trattati del Pacifico sarà un  loro colpo di reni di una corsa disastrosa che potrebbe portarli sul 6- e salvare la loro pagella di fine mandato.

Si vedrà. Ma è chiaro che con l’Africa, il Venezuela e l’ASEAN al Discount cinese, con una Russia sempre più distante dall’Europa siamo noi europei i veri disagiati del caso…

A questo punto le vie di uscita-un esercito e una politica estera comunitaria, armonizzazione bancaria, assicurativi e sui sussidi previdenziali- sono sfide a cui un ascendente e competente Polonia non può far fronte, in sola compagnia dei suoi rivali storici…i Tedeschi…

La vedo grama, insomma, e paradossalmente il navigare a vista è certo l’unica cosa da fare, ma un vantaggio solo se Tusk saprà fare Real Politik…

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