Parlare di BEN ALTRO per parlare di NULLA

Amo leggere ed ascoltare le opinioni delle persone, siano esse importanti o meno, perché puoi cogliere molti spunti di riflessione da ognuno di noi.

Di solito è più facile averne da chi si pone su orizzonti o comunque avanza priorità diverse dalle tue. Ma se l’analisi parte da punti diversi si rischia anche di non convergere mai a una soluzione condivisa

Nel caso della Albertini, ad esempio, si confonde spesso la priorità di preservare i posti di lavoro esistenti con quella di erogare un buon servizio. Le due cose sono collegate ma volente o nolente non sono coincidenti.

E anche se rompo particolarmente le scatole, mi diverte mettere in discussione il concetto di PUBBLICO nel servizio assistenza anziani, anche se so che non significa NULLA. Questo semplicemente perché ODIO, in modo profondo e viscerale, l’ipocrisia che sorge quando non si vuole dire (quella che secondo me è) la verità.

E la verità è, imho, che se le condizioni contrattuali fossero legalmente le stesse e i controlli fossero effettuati in modo efficiente, della natura dell’ente(pubblico o privato) non gliene fregherebbe assolutamente nulla a nessuno.

Ma sappiamo tutti che non è così.

Le efficienti cooperative sociali che ho avuto modo di vedere in azione nel bellunese o nella brianza hanno condizioni differenti. I dipendenti vengono pagati meno e non hanno garanzie sul licenziamento. Onestamente, ha senso chiedersi il perché: un cittadino che svolge un determinato servizio dovrebbe avere le stesse condizioni e garanzie indipendentemente da chi sia il suo datore di lavoro, o sbaglio? Poi in linea generale mi…”diverte” che, se un ente pubblico che mi dà in teoria più garanzie, comunque mi lascia a casa per irregolarità nei contratti di assunzione…probabilmente tutte queste garanzie in più non me le dà!!!

Comunque questo nei fatti potrebbe essere motivo di approfondimenti e analisi a parte, mentre tornando a bomba sulla realtà delle cose, dobbiamo prendere atto che tutto verrà gestito da chi, POLITICAMENTE, gestisce un ente pubblico come l’IAA.

Il che non è in se una cosa negativa. La Leone è  sicuramente una persona più competente sul ramo di me, che OSO scriverci(c’è stato qualcuno che mi ha detto che mi devo informare, e ci provo)

Ma la Leone a chi risponde? In teoria la legge regionale di controllo delle IPAB è stata fatta nel 2010 o nel 2011. Pochi hanno rilevato che nel caso della ALBERTINI è  STATA ATTUATA EX POST, CIOE’ DOPO, E NON EX ANTE, PRIMA DEL FATTACCIO.

In mancanza di un EVENTUALE controllo la Leone risponde a chi l’ha nominata a quella funzione.

Ora, senza indagare su chi sia o siano, è chiaro che questa persona deve essere una persona con qualche carica politica,… e che i suoi parametri fiduciari non necessariamente coincidono con quelli che servono alla comunità.

Diciamo che DOBBIAMO FARCI SICURI CHE COINCIDANO.

Quindi, il vero problema è di TRASPARENZA. 

Ma chi la vuole la trasparenza? In realtà, gli unici che possono avere reale vantaggio ad avere massima trasparenza sono proprio coloro che meno possono informarsi sul punto. I cittadini che non utilizzano attualmente servizi di una Casa di Riposo ma pagano le tasse, Le famiglie degli anziani che devono affidarsi al servizio degli enti, i dipendenti che vorrebbero comprendere meglio se i contributi vengano pagati o meno.

Ve lo immaginate un bilancio online di un ente? Sarebbe un bel problema perché si dovrebbe giustificare tutto a tutti coloro che si interessassero della gestione, a partire dalla scelta di determinati fornitori.

Si può rendere pubblici molti dati, ma un “open data balance” attualmente è ancora di difficile attuazione, proprio perché ha bisogno di comunità locali sufficientemente mature per focalizzare l’attenzione sui punti veramente importanti.

La soluzione più attuabile, se si vuole attuare, sono i controlli da parte del livello pubblico preposto, in questo caso la regione.

Sfortunatamente, c’è il sospetto che se l’assessore è del partito dei bianchi e il dirigente preposto di un ente è a sua volta del partito bianco, magari i controlli che si fanno in quell’istituto non ci sono…o se ci sono si presumono più blandi di quelli che si fanno dove il dirigente è stato nominato dal partito dei neri.

Questo non significa che bisogna abbandonare il pezzo e lasciare tutto in mano alle famiglie, poverine. Significa che tenere alto il livello di attenzione sugli organi politici e di vigilanza può però dare una mano affinche’ le cose vengano fatte come devono essere fatte.

Non sono certo io, umile blogger scapestrato locale, che può capirne qualcosa di questo settore. non sarò certo io a cambiare le cose e servirebbe una potenza di fuoco ben maggiore.

Però nel mio piccolo dico la mia. Sperando che chi la pensa come me prenda coraggio, e chi non la pensa come me provi a migliorare comunque le cose nel tentativo di darmi torto. La democrazia funziona così, in teoria, e sta proprio qui il suo vantaggio.

  Il vero mastino dovrebbe essere la STAMPA, in via generale. Ma lo è se è indipendente

Ora, venitemi a dire che la Stampa a Verona è indipendente, così ci facciamo quattro risate.

Adesso vado a mangiarmi un panino.

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