QE??!! Credere nei miracoli fa male, meglio meritarseli!!!

Passa in sordina la notizia che un accordo per la tregua in Est Ucraina c’è(lo sapete che si chiama Donbass, vero?). I ribelli filorussi e gli ucraini saranno liberi di spararsi senza usare le artiglierie pesanti.

E mentre l’Ucraina corre contro a un fallimento finanziario, già l’abbandona areoporto di Donetsk, caduto definitivamente nelle mani dell’autonoma repubblica, è il Totem della resistenza ucraina.

Dalla parte opposta questa guerra ai russi costa, eccome. Sul fatto che costi anche a noi, non c’è da discutere, ma la Russia va incontro a una crisi economica che un piano di rilancio di 21 miliardi di dollari può affrontare con molti dubbi sull’effettiva riuscita.

Perché? Perché la crisi è indotta. Gli USA pompano ancora dollari- il tappering vero, con innalzamento dei tassi di interesse e riduzione degli acquisti titoli sul mercato, deve entrare ancora nel vivo e per ora è per lo più annunciato. Lo Shale Oil e le politiche di esport del petrolio americano hanno abbassato di brutto i prezzi del Brent. Il costo di estrazione del barile Shale Oil in Usa è 47$, chiaro che Arabia Saudita e Russia soffrano.

La scelta ha volere politico, perché i paesi più importanti dell’OPEC sono arabi, e molto dei loro guadagni può finanziare molte cose. Anche l’ISIS, errore tutto USA, ma di prosecuzione indigenza, pare. Intanto la russia guadagna ancora ma non tropp0,con un costo di estrazione sui 20-22$ al barile del suo greggio, un rublo che scende perché legato al petrolio e le sanzioni UEche impediscono l’acquisto di prodotti in UE.

LA RUSSIA, MATERIE PRIME NE HA. Il Giappone no, tanto per cambiare discorso. ‘ E’ un paese manifatturieo, come gli USA ha applicato un feroce Quantitative Easing nella primavera dell’anno scorso e non ha funzionato. La Russia non potrebbe fare QE senza subire un’ulteriore svalutazione del rublo, che comporterebbe grossi danni al suo sistema economico, povero di industrie manifatturiere e legato alla vendita delle materie prime. Il suo sistema economico deve evolversi. Una svalutazione moderata era gradita, una esagerata è deleteria e i tassi di interesse al 17% sono necessari per far fronte alla speculazione che potrebbe portare l’Orso asiatico al default. Il Giappone  ha subito messo in conto una svalutazione, ma non c’è stato un aumento delle esportazioni. La domanda dei suoi prodotti esportati è risultata poco sensibile alla variazione dei prezzi…probabilmente i prodotti giapponesi vengono comprati in considerazione di altri fattori…

Il Paese del Sol Levante continua a stagnare, con una pressione fiscale innalzatasi per sopperire alla spesa pubblica.

Eppure in GBe USA il QE ha funzionato. Cosa è mancato??? S possono fare mille considerazioni. Intanto verificare la CREDIBILITA’ di un sistema economico e del suo tasso di innovazione da qui a trenta o cinquant’anni. L’apertura di un sistema al merito, la libertà economica, la capacità di acculturare e integrare forze lavoro straniere che provengono dall’immigrazione. I titoli dii stato di un paese si vendono se quel paese è finanziariamente credibile. I Giappone non lo è mnella parte in cui ti dice che la sua economia crescerà ancora, se la sua popolazione invecchia, scende, e il debito pubblico è già due volte il PIL senza tenere conto di quello in mano alla propria Banca Centrale che detiene anche ETF della sua Borsa.

Ma il Giappone starà ancora bene, non preoccupatevi. Tutta questa diserzione a cosa serve?

A dire…e si poteva citare l’Argentina, il Venezuela o l’Islanda…che nessun paese ormai può decidere qualcosa senza fare i conti con i mercati. Che non sono “Gli Americani”, certo gli USA hanno ancora una buona voce in capitolo ma non alludo a Main Street e la sua Casa Bianca, ma a Wall Street e le sue Banche d’Affari.

Quelle che cercano di controllare il mercato dell’oro, dell’argento, dei metalli preziosi, beni rifugio di interesse notevole soprattutto adesso.

L’UE parte con il suo QE, ma sarà la struttura economica che dovrà avvantaggiarsi di questa liquidità, per sopperirne il costo di cui non si parla mai ma che è spalmato nel tempo, sulle generazioni future…

Chi non lo paga un mutuo se rende un buon affare? E’ se va tutto a rotoli, che il costo si sente…

POPOLARI AL SALDO…

Sembra una notizia enorme ma a ben vedere non lo è proprio. Il governo Renzi ha emesso un decreto(che dovrà essere approvato in Parlamento perché diventi legge), che obbliga le banche popolari con un capitale sociale oltre 8 md di euro a diventare SpA entro 18 mesi.

Questa grande “rivoluzione copernicana” parte da un assunto, tutto renziano, secondo cui una banca in forma cooperativa emette meno credito alle persone e alle aziende di una banca in società per azioni.

E’ chiaro  che se uno al bar mi dicesse una cosa del genere, penserei che mi stesse perculando. Ma siccome parliamo del Presidente del Consiglio, non mi permetterei mai.

Ragionando su vigilanza bancaria comunitaria, Quantitative Easing in partenza con un 50% di titoli comprati dalla BCE(ma di che natura?!), nonché garanzia del Fiscal Compact sul tuo debito pubblico…credo sarebbe più onesto sostenere che ti abbiano fatto un pochi di pressione(sacrosanta, pressione) perché tu, Italia, APRA realmente al mercato le banche e le renda contendibili.

Contendibili= possibilmente scalabili. Diciamocelo francamente, che una banca sia società per azioni, è condizione necessaria ma non sufficiente perché sia scalabile. Posso sempre crearmi la mia bella serie di matrioske, con scatole confezionabili di partecipazioni….

La mossa altro non è che un semplice adeguamento alle normative europee, tenuto conto che in Italia la proprietà di molte banche sono affidate a fondazioni bancarie presiedute dalla politica, con esimi TROMBATI, parlamentarmente parlando, che garantiscono al correntone nuova linfa dai faccendieri amici di turno.

Le banche in Italia servono anche, pane al pane e vino al vino, a riciclare il nero. Le banche radicate sul territorio tipo credito cooperativo  resteranno in piedi e quindi cosa cambia?

Semplicemente che non ci sono più soldi, che tanto SE arrivano gli investitori stranieri(secondo me non arrivano perché hanno a che fare con una dirigenza da Repubblica centro africana, clientelare e approssimativa, ma mettiamo che vengano), in quel caso è allo studio un modello di concordato fiscale che preveda chiarezza al contribuente, nonché irretroattività sulle imposte. Diritti lussuosi che il cittadino suddito Italiano può solo sperare di vedere sulla Vetrina delle Leggi, non potendo raggiungere il capitale necessario per aprire i cuori della nostra PA(parlo di quella romana).

Chissà come se la caverebbe, Renzi, a vendere prodotti per la pesca. SECONDO ME PIUTTOSTO BENE

La Svizzera ringrazia ed esce. Chi chiude la porta?

Non pretendo di dare una lettura esaustiva a quello che succederà dopo che, il 15 gennaio, la Banca Nazionale Svizzera(BNS) ha abbandonato il rapporto di cambio 1,20 con l’euro. Indubbiamente potrebbe rappresentare, a insaputa dello stesso presidente Thoman Jordan e del suo Board, una data storica. Gli effetti della loro scelta sono tutti da scoprire, e le conseguenze dovute a scelte che conseguiranno da altri attori tutte da chiedere.

A settembre del 2011 gli elvetici avevano peggato il cambio con la valuta comunitaria, diventando de facto un membro aggiunto dell’unione monetaria. La scelta era dovuta essenzialmente a proteggere l’industria, il turismo e il comparto manifatturiero che soffrivano l’apprezzamento del Franco Svizzero. Qui bisogna spiegare con chiarezza: la rivalutazione di una valuta è riflesso di un afflusso di capitali, e se non si procede ad alcuna operazione monetaria ciò comporta un aumento di potere d’acquisto all’estero degli svizzeri o di chi detiene franchi svizzeri, che successivamente viene compensato con minor competitività delle aziende che esportano, in quanto i loro prezzi all’estero necessariamente salgono.

Immaginate la Svizzera, famosa per i suoi servizi finanziari. Da sempre la Svizzera accoglie, con le sue banche, capitali di privati provenientti dall’estero. Questo significa che un signore americano deposita, che ne so, un milione di Dollari Americani in un conto corrente dell’UBS e salvo accordi differenti viene lui accreditata una somma corrispendente in Franchi Svizzeri. In maniera semplicistica, possiamo dire che la BNS stampa franchi a fronte di un collaterale, che in questo caso sono dollari americani.

La Federal Reserve americana, come la BNS, vanta una divisa monetaria considerata come bene rifugio. Bene,cioè, che chi ha un pò di ricchezza si fida ad acquistare. Generalmente in periodi di crisi i beni rifugio vedono aumentare la loro domanda. Per la Svizzera il problema è quello di gestire il valore del Franco, perché il suo prezzo non salga troppo, danneggiando settori come quello manifatturiero e turistico, che nel loro caso è rivolto un Target di clientela alto, ma che possono comunque soffrire se il livello dei prezzi diventa troppo inaccessibile per gli stranieri.

Peggando il franco all’euro, la BNS puntava quindi a comprare titoli di stato europei, ogni qual volta il mercato tentasse di abbassare tale rapporto di cambio. Con questa politica la BNS ha gonfiato il suo bilancio fino a superare, agli attivi, l’80% del PIL svizzero.

Qualcuno potebbe chiedersi perché gli svizzeri non hanno proseguito questo percorso. Inatnto va detto che il mondo non è composto solo da due aree monetarie da n…se l’euro era forte con il dollaro, a 1,40 dollari per euro, questo significava che anche il franco aveva forza rispetto al dollaro. Ma quando l’euro finalmente comincia a svalutarsi, il problema è continuare a mantere 1,20 euro per un franco. Questo vuol dire che anche il franco deve svalutarsi sul dollaro, pur attirando, magari, capitali esteri in dollari americani. Per far questo, la BNS deve comprare a iota divise straniere(soprattutto euro ma anche dollari), battendo franchi svizzeri nuovi.

E fino a qui sembra che non ci sia nessun problema. E’ quando devi incassare i titoli di stato che hai in pancia che sorgono i problemi. Se i bond europei non vengono più considerati appetibili, il loro valore cade, gli attivi della BNS scendono di valore, e magari la BNS in futuro riscontra delle perdite. Perdite che -o devono essere coperte con soldi pubblici,

– o comportano una svalutazione non programmata del franco, effetti indeisderati sulla vita normale dei cittadini. Magari un’impennarsi di inflazione interna

e nonostante la notevole quantità di franchi in circolazione possa contribuire ad alimentare un’inflazione che innalza un già alto livello dei prezzi. I lavoratori svizzeri inizierebbero a fare pressione sui datori di lavoro per accrescere i salari, mentre gli stessi industriali continuerebbero a puntare sulla qualità per vendere all’estero, e lo stesso, piccolo, mercato domestico, verrebbe invaso ancora di più da prodotti stranieri che sono più economici e costano meno.

La spirale aumento dei prezzi-aumento dei salari-aumento dei prezzi si abbinerebbe a una rivalutazione della valuta causata dal contunuo afflusso di capitali dovuto all’efficienza dei servizi finanziari. Risultato, le banche vanno bene, tutto il resto chiude e la svizzera diviene un enorme Ticino, dove i cittadini ci lavorano ma tutto viene importato. Perfino la forza lavoro, dato che vivere a sondrio con metà dello stipendio di un ferroviere svizzero, ci stai da Re.

Ma la Svizzera, sarà anche piccola, ma ha un territorio da curare, ha delle montagne alpine da gestire, ha la sua industria dolciaria e alimentare. Insomma, non ci sono solo le banche.

A questo punto, per evitare di entrare in una spirale viziosa deleteria, la BNS ha deciso di lasciare il franco al libero mercato, agendoi sui tassi di interesse. L’attuale tasso di interesse è negativo(-0,75%), questo significa che se una banca svizzera deposita denaro alla BNS, ci rimette lo 0,75%  se il tasso è overnight. Cosa fareste voi se foste un banchiere svizzero? Cercate di prestare il denaro. Lo investite, fate con lo stesso quello che potete basta non perderci.

Per ora scrivo con spirito divulgativo, ma mi viene da osservare che fino a qualche anno fa i tassi di inetresse negativi erano un’assoluta barzelletta. Nella lunga stagnazione giapponese ci aveva provato la loro banca centrale, nel  tentativo di riavviare l’economia. In verità, il problema sorge per il debito pubblico che un paese ha sul groppone. Immaginate un BTP a 10 anni di 1000 euro. Il Buono poliennale dello stato, pagherebbe cedole annuali, dopo 10 anni verrebbe rimborsato il suo valore nominale assieme all’ultima cedola. Con tassi di interesse negartivi, questo vorrebbe dire che il costo reale di un prestito oggi sarebbe altissimo, dato che potrei addirittura pernsare che tra 10 anni 100 euro valgano BEN PIU’ di oggi(i prezzi delle cose potrebbero scendere). Paesi come il Giappone e l’Italia, in particolare, soffrono moltissimo la deflazione per questa ragione. Non solo sei costretto a risparmiare molto per provverede al pagamento di interessi ingenti su un debito pubblico in scadenza, ti trovi anche, magari, costretto, a pagare un tasso reale di interesse ancora più alto nelle prossime aste, giacché gli investitori dubnitano che tu possa onorare il tuo debito che stai emettendo.

Chiusa questa riflessione, ritorno sul punto Svizzera. i nostri vicini ora si smarcano dall’euro, quindi non sono più tenuti a comprare titoli in euro per tenere un cambio fisso. Con la prospettiva che anche gli USA a breve procederanno con il tappering, e il Quantitavive Easing europeo che si attuerà con proporzionalità di ogni banca nazionale realtivamente ai titoli del proprio paese sovrano, si profila un futuro di maggior debito contratto dalle future generazione sulle attuali. Senza alcun sconto, senza alcun aiuto e senza alcuna prospettiva se non quella di una maggiore, necessaria, immigrazione, che serve per garantire una forza lavoro sufficiente.

La mossa della BNS è nei fatti il Cigno Nero di una crisi annunciata. Una crisi globale, non italiana. Una crisi che aspetta solo lo scoppio di alcune bolle internazionali, come lo shale oil in USA e l’immobiliare in Cina, per poter affrontare un simile fardello bisogna affidarsi a un’innovazione tecnonologia che in Italia è tenuta ben lontana..

Se è Pubblico può anche rubare, se è Privato, NO!!!

Cioè: è il consiglio comunale di Isola della Scala che lo fa intendere!!! 🙂 Nella seduta del 22 dicembreeee!!! E buon Natale…
Cito dal sito di Franco Bonfante, vice presidente del consiglio regionale del Veneto, preoccupato per una “svendita” della Casa di Riposo…

Va detto che il Bonfante si preoccupa perché vorrebbe che si attivasse un tavolo di concertazione con le organizzazioni sindacali e le famiglie utenti, come richiesto da tutti alla regione da settembre.

Ma il consiglio comunale di Isola a dicembre va ben oltre. Lui può.

La richiesta di costituire una commissione di concertazione è stata ribadita all’unanimità dal consiglio comunale del 22 dicembre scorso, con la proposta di

privilegiare il mantenimento della natura pubblica della casa di riposo, avviando ove possibile, una attenta ricognizione a livello regionale di analoghe istituzioni pubbliche interessate alla sua acquisizione…si presuppone che che la ricognizione la faccia qualcuno in regione(Giorgetti, Bonfante o l’assessore preposto Davide Bendinelli). “In caso di esito negativo-CIOE’ LA REGIONE STESSA O LO STESSO ENTE PUBBLICO TEME DI RIMETTERCI, interpretazione alquanto logica e qualora si rendesse necessario avviare una gara aperta anche al ‘privato’PRIVATO TRA VIRGOLETTE, SE NO QUALCUNO DENUNCIA PER BESTEMMIA (e facciamoci il segno della Santa Croce..mentre lo diciamo)…

SOLO ALLORA…solo se non troviamo qualcuno legato alla natura pubblica che non voglia o non possa FARE COME GLI PARE, allora:

disporre affinché la commissione possa concertare preliminarmente i criteri di gara per favorire indici di qualità gestionale, tutela contrattuale del personale dipendente e territorialità”.

SOLO ALLORA!!!!…se invece la natura pubblica è garantita, gli indici di qualità gestionale NON sono necessari.

Inutile indagare sul perché..

a) Perché solo se è di natura pubblica esiste un contratto collettivo nazionale di lavoro?(che poi NON VALE UN FICO SECCO se non ti pagano i contributi INPS come è successo.ma va bene così)

b) Perché tanto poi i controlli si fanno a Babbo Morto??? Perché la cosa che i difensori strenui del principio non dicono è che lo scandalo isolano è nato perché il debito INPS ha superato il mezzo milione e qualcuno, magari un pesce piccolo, da Verona ha mandato la lettera al Presidente della Albertini e non al Direttore Generale.

Se non fosse successo questo, i controlli stabiliti dalla legge regionale non erano ancora partiti!!! Quindi è Lapalissiano che la Regione NON è in grado di CONTROLLARE ADEGUATAMENTE l’operato dell’IPAB in oggetto!!!

c) Perché un qualche amico di qualcuno che lavora in regione o che è consigliere regionale, e che gestisce una Casa di Riposo come Direttore si trova sempre???
Sono qualunquista? Scusate…ma come diceva il buon Andreotti “A pensar male si fa peccato, ma ci si azzecca sempre!”

Perché …PABLICC IS BETTER DEN PRAIVATT???

Io NON SONO per il privato a favore del pubblico nella gestione di una Casa di Riposo. E nemmeno il contrario. Ma per cortesia, finiamola con questa farsa, teatrino di BASSA lega, sulla “natura privilegiata” di come dovrebbe essere l’ente… quando porre i criteri gestionali e di qualità del servizio erogato dovrebbe essere IL principio BASILARE con cui assegnare questo delicata funzione sociale, garantita dalla Costituzione, per la quale i componenti del Consiglio Comunale sanno essere irrilevante la natura.

A meno che non abbia ragione “L’Arena” di oggi: “Il timore è che arrivi ad Isola della Scala qualche cooperativa con una forte liquidità, e che poi faccia diventare soci i lavoratori con contratti da pochi euro al mese…”

E’ un falso problema. Perché i criteri di una gara li decide l’ente pubblico, in questo caso la regione, per cui di cosa stiamo parlando? Non confondiamo il servizio da erogarsi con il rispetto per i dipendenti, due nodi certo importanti, ma ben differenti…

Il difetto della Sintesi

Non avrei mai creduto di dovermi cimentare in un pensiero così ardito. Per me è molto ardito perché il dono della sintesi è uno dei pochi doni che mi riconosco, a fianco di un’interminabile lista di difetti(però i più dicono che sono simpatico!!!)

Il difetto della sintesi è uno solo, in sè abbastanza grande. Quando sintetizzi una valutazione, un giudizio, un processo…devi necessariamente avvalerti di luoghi comuni. Di -ismi. Il che è molto pericoloso, perché non ti porta a comunicare una proiezione di quello che hai in mente, ma il modello che c’è dietro.

Do un esempio. Se io dico che Farage in Gran Bretagna propone idee ultraliberiste, posso concludere che è iperliberista. Quindi penso al liberismo, al neoliberismo…ma Farage è Farage, propone questo in questo UK, dove la spesa pubblica ha avuto anche riduzioni peraltro…e non è Margareth Tatcher, che ha invece dovuto affrontare una situazione ben diversa.

Oggi leggevo Fanelli sulla situazione che sta avvenendo in Usa in pò in tutto il paese. Fanelli l’ho conosciuto da poco, devo dire che ha una gran testa…le sue analisi sono utili, originali…eppure in quella lettura-e ripeto, lo conosco da poco- mi ha dato l’impressione di cercare il marxismo.

Ora, se volessi sintetizzare gli Stati Uniti in modelli potrei sostenere che lo scontro tra razze è vissuto così in mancanza di scontri tra classi sociali, come ha detto in modo molto interessante il Fanelli…poi concludere che in Usa c’è troppo individualismo e serve più socialismo. E’ una logica stringente, ma idiota.

Perché con l’-ismo non si va da nessuna parte. Serve per racchiudere un insieme di idee, per dare dei “colori” a dei pensieri, ma nulla più. sono arrivato al punto che i grandi ideologi li leggo ma mi rifiuto di studiarli, tanto ho paura di “rimanerci sotto” dalle loro logiche.

Ci tengo alla mia indipendenza di pensiero.

Ora avrei finito…ma mi sovviene un pensiero interessante. Credo che la crisi italiana che stiamo vivendo ci porterà a chiederci, presto o tardi, di costruirci un modello proprio. Un modello italiano. Un nuovo modello, un modello che non risponda alle logiche relazionali industriali sindacali precedenti…e per contro che non sia sintetizzabile con idee a noi estranee come il liberismo.

Mi fermo in questo ragionamento, non perché non possa andare avanti, ma perché sto parlando di una cosa che in Italia non è pronta, purtroppo. Quando lo sarà, magari, saremo il Bangladesh dell’Europa…io spero di no.

Ma da quello che si spera a quello che realmente accade…

Quell’indipendentismo che non coglie il punto

Già, perché poi dovrebbe coglierlo?

La ricerca di un valido politico indipendentista in Veneto è pari a quello della Nocerina riguardo a un talento internazionale di rappresentativa sud americana: intanto servirebbero soldi che non ci sono, secondariamente-ma non molto-non ci sarebbe visibilità.

Eppure i motivi di un’istanza indipendentista sono più che mai vivi, rispetto a quanto sta succedendo a Pontinvrea, provincia di Savona, Liguria. Qui il sindaco del piccolo paese NON fa pagare IMU, TASI sulla prima casa e TARI perché, attraverso un’oculata gestione della raccolta differenziata e delle spese amministrative, riesce a stare in pareggio di bilancio. Proprio per questo viene commissariato perché è IMPENSABILE che un centro urbano non faccia pagare tasse locali. Anche se non gli servono!!!

Va bene che i piccoli centri in realtà si avvantaggiano dei servizi erogati dai centri più grandi limitrofi. Va bene anche che i pochi che leggeranno queste righe sanno già il punto, mentre a quelli che si dovrebbe spiegare probabilmente bisognerebbe tagliarla con l’affettatrice…

Eppure in questo evento che passerà in cavalleria a breve, sta la dimostrazione che in Italia il federalismo fiscale non esiste, dato che al comune manca la discrezionalità di imporre balzelli o meno. Sta la dimostrazione che lo Stato non lo ha mai voluto fare, perché sarebbe buonsenso, puro BUONSENSO che un comune si possa regolare sul paniere delle proprie imposte come meglio credo e non entro certi parametri.

Ed è la dimostrazione di una disonestà permeata in tutta la classe politica, dico proprio tutta. Anche se nel caso in esame il partito più disonesto è il PD, reo di aver attribuito a una riforma della Costituzione il titolo di Federale quando di federale non c’è proprio niente!!!

Non è il risparmio il punto. Lo Stato dovrebbe tagliare i trasferimenti quel che basta per permettere al comune di imporre tasse e MAGARI si scoprirebbe quanti soldi devono essere trasferiti da un punto a un altro del paese. E MAGARI senza l’intermediazione di quei lestofanti che sono i dirigenti ministeriali e i politici che gestiscono il Maltolto(si, il maltolto) delle tasse riscosse senza un titolo preciso di spesa.

Non ci fanno bella figura nemmeno quei quattro libertari italiani, di cui io in fondo non sono proprio un esponente-in un paese serio non sarei così militante- che non hanno cavalcato la notizia e non l’hanno saputa spiegare.

Peccato, perché sarebbe motivo di indipendentismo di quel Leone Veneto che ha il Folklore e la storia sufficiente a rappresentare un’identità culturale, ma  soloa  condizione di porre il cittadino e il rapporto con lo stato al centro di una nuova rivoluzione liberale. Esempio per l’Italia, esempio per l’Europa…

Ma in fondo non esiste né il Veneto, né l’Italia e nemmeno l’Europa

Si scrive Pubblico, si legge Magico

Già, è il principio che va per “La” maggiore e credo non se ne esca fintanto che qualcuno non si metta a rompere gli zebedei come deve…sul concetto.

Perché se prendi l’ambito locale, Isola della Scala dove vivo, c’è chi si spaventa perché una Casa di Riposo è servita a rubare soldi dei cittadini…e poi ricorda che l’istituto deve essere pubblico. E può esserlo, ma si intende che non debba essere ASP, non debba cioè allo stesso concernere il pareggio di bilancio, perché magari se serve interviene la Regione o lo Stato o il Vescovo…ci metto il Vescovo perché chiedere è sempre lecito.

Se ti guazzabugli nell’ambito nazionale, allora si parla di Roma, una capitale fallita e non commissariata, caduta nello scandalo di “Mafia Capitale”, dove il centro destra, reo a quanto pare di aver messo le mani in pasta per primo nell’ambito della corruzione, chiede le dimissioni di Marino, centro sinistra non pervenuto(tra l’altro, siete convinti che il quasi 84% di assenteisti caduti in malattia tra i vigili urbani a S Silvestro non c’entri nulla sulla vicenda??? Mah!!!)

Se ti addentri nella politica internazionale-e stavolta non parlo della Russia- sembra dovere che i cattifi Teteschi ci diano una mano, perché a loro conviene, a quanto pare e a nostro dire. Del resto i soldi che ci hanno dato finora li abbiamo sempre spesi molto bene giusto???

In tutte queste tre questioni c’è sempre una costante. Nessuna delle parti in causa-fatta eccezione per i tedeschi, che in questo caso sono abbastanza chiari- chiariscono COSA hanno intenzione loro di fare in prima battuta per risolvere il problema. Sembra che abbiano fatto già abbastanza o che in qualche modo più di così non possano agire.

Bugie.

Cittadini che si lamentano perché non hanno capito i conti che il Commissario Rugolo ha fatto..ho visto solo i dipendenti, diretti interessati. Il paese se ne frega.

Romani inviperiti, o leghisti inviperiti, o cittadini semplicemente italiani che facciano un sit-in con digiuno forzato …per richiedere dove vanno a finire i soldi per salvare l’amministrazione capitolina o le associazioni per gli immigrati…non ne vedo. Nemmeno raccolta di firme per una responsabilità dei vigili, o qualcuno che qui in Veneto-perché non voglio fare dei torti a nessuno- faccia i conti della serva sul caso MOSE. Ci pensa la Magistratura, dicono…ma ci sono aspetti morali che andrebbero indagati.

No no no…nulla di questo. Il terzo argomento è quello più gettonato perché i tedeschi in fondo sono aldilà delle Alpi.

E allora se la leggi in questo modo, capisci che non è chiaro cosa sia il Pubblico, in Italia. Uno potrebbe chiedermi cosa c’entra: c’entra eccome.

Il pubblico, in tutti i casi, è visto come un qualcosa di esterno che ti aiuta per la tua situazione.

La Germania(dico così ma è l’UE…sto nell’immaginario collettivo) deve aiutarci perché da soli non ce la facciamo. Paghi i nostri debiti, in fondo noi abbiamo fatto del nostro meglio!!!…. Fosse anche vero, che non lo è…ma non è l’argomento di oggi, non sarebbe comunque scontato che qualcuno debba darci una mano. Non si capisce il perché, o, se proprio qualcuno vuole giustificare questo intervento nell’ambito di un quadro comunitario, dovrebbe almeno riconoscere che il comune interesse è volto a far funzionare il sistema economico e quindi che dobbiamo toccare il nostro. Compreso, soprattutto, un sistema pensionistico vecchio, ancora prevalentemente calcolato su sistema retributivo, che i giovani italiani non possono sostenere matematicamente e di cui non ha senso che stranieri, senza alcuna voce in capitolo su decisioni economiche e politiche del nostro paese, debba sostenere. Il Bene Comune è a quanto pare a spese di altri.

Lo è anche in ambito locale. La Casa di Riposo non deve essere cooperativizzata?? Giammai!!! La vita degli anziani, questo è davvero fuori discussione, non è un semplice conto economico, ed è giusto che chi debba far uso dell’Istituto abbia le sue garanzie di funzionamento ed efficienza. Mi verrebbe da rispondere che in paesi come la Romania,o (molto)peggio ancora la Cecenia…non avendo strutture così avanzate si sono sempre arrangiati con le famiglie: non è forse il caso di coinvolgere prima tutta la comunità in una sua inderogabile responsabilità di assistenza verso chi ha messo alla luce il presente?? Magari coinvolgendo associazioni, insistendo perché un contributo locale sia dedicato alla gestione degli anziani…UTOPIA, a quanto pare. Meglio dire che ci pensi lo Stato.

A proposito di pubblico…a Roma di pubblico vi era solo l’influenza dei vigili, che si sono tutti ammalati lo stesso giorno, e i soldi pubblici spesi in bustarelle e cortesie..

Tutto ciò che è pubblico NON è meglio di nulla. Però è MAGICO perché risolve ogni discussione…ci penseranno altri, è dovere di altri. Gli altri sta per tutti, i tutti saremmo anche noi.

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